L'Impegno dell'associazione
Sono tempi in cui bisogna tenere sempre alta l'attenzione su quanto accade intorno a noi, una vigilanza costante anche nei momenti apparentemente meno significativi, quali possono essere semplici e casuali conversazioni banali, senza fare sconti sui pregiudizi che si insinuano, i commenti ingenerosi, le chiusure e gli individualismi che si coltivano e si lasciano passare senza dissociarsene.
Per questo l’Associazione Mappamondo si impegna per incidere e modificare ancor di più, a partire dalla cultura, i messaggi che ci arrivano, il clima di sospetto che invade ciascuno di noi.
Sappiamo che il confronto con l'altro porta problemi, siamo consapevoli dell'allarme sociale presente e reale in vaste zone del nostro paese, sappiamo bene che certi comportamenti creano rabbia e irritazione nella popolazione.
Il problema della sicurezza, che interessa tutti e anche noi, non può però essere scisso dai diritti e non lo si può risolvere con decreti e telecamere.
Serve una politica per l'integrazione, ad ogni livello, essendo il nostro Paese, oramai da oltre trenta anni paese di immigrazione.
Teniamo ben presente le parole di Rita Levi Montalcini e altri parlamentari ed ebrei italiani: "........In particolare come parlamentari e come Ebrei, sentiamo il bisogno e il dovere di stringerci al popolo rom, al quale ci unisce una storia millenaria di persecuzione e il comune destino del genocidio nazista, che mai potremo dimenticare. Non permetteremo che un intero popolo venga colpevolizzato o che i reati di alcuni, pochi o tanti che siano, producano pene per tutti. Per questo diciamo oggi e diremo per sempre: si alla sicurezza, no al razzismo! Vorremmo che alle nostre firme si unissero quelle dei tanti che, siamo certi sono allarmati come noi dal pericolo che l'Italia sta correndo."
Ricordiamoci tutti di questa "pillola" di sapienza di Bertolt Brecht:
"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli Ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perchè mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.
la Presidente
Per questo l’Associazione Mappamondo si impegna per incidere e modificare ancor di più, a partire dalla cultura, i messaggi che ci arrivano, il clima di sospetto che invade ciascuno di noi.
Sappiamo che il confronto con l'altro porta problemi, siamo consapevoli dell'allarme sociale presente e reale in vaste zone del nostro paese, sappiamo bene che certi comportamenti creano rabbia e irritazione nella popolazione.
Il problema della sicurezza, che interessa tutti e anche noi, non può però essere scisso dai diritti e non lo si può risolvere con decreti e telecamere.
Serve una politica per l'integrazione, ad ogni livello, essendo il nostro Paese, oramai da oltre trenta anni paese di immigrazione.
Teniamo ben presente le parole di Rita Levi Montalcini e altri parlamentari ed ebrei italiani: "........In particolare come parlamentari e come Ebrei, sentiamo il bisogno e il dovere di stringerci al popolo rom, al quale ci unisce una storia millenaria di persecuzione e il comune destino del genocidio nazista, che mai potremo dimenticare. Non permetteremo che un intero popolo venga colpevolizzato o che i reati di alcuni, pochi o tanti che siano, producano pene per tutti. Per questo diciamo oggi e diremo per sempre: si alla sicurezza, no al razzismo! Vorremmo che alle nostre firme si unissero quelle dei tanti che, siamo certi sono allarmati come noi dal pericolo che l'Italia sta correndo."
Ricordiamoci tutti di questa "pillola" di sapienza di Bertolt Brecht:
"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli Ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perchè mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.
La nostra storia
Mappamondo: un po’ di storia
L’Associazione di mediazione culturale “Mappamondo” nasce nel luglio del 2002 a Sanremo, consede in via San Francesco, 11, sull’onda della Legge sull’immigrazione, la cosiddetta “Bossi-Fini”.
Nasce come Associazione di promozione sociale e, come evidenziato dallo Statuto, si propone subito di lavorare in particolare su tre livelli di impegno:
- porsi al servizio e come tramite di enti e Istituzioni per l’attivazione e la creazione di servizi di sportellistica e consulenza legale e supporto per cittadini stranieri;
- mettere in atto una capillare azione di sensibilizzazione a livello culturale, verso i cittadini italiani, sulle problematiche legate all’immigrazione e all’intercultura;
- valorizzare e promuovere, attraverso momenti di festa e convivialità, le culture, le tradizioni, le espressioni artistiche, la cucina e la musica delle comunità straniere presenti sul territorio.
Da subito, si presentano alcune occasioni per proporre a diverse Istituzioni che si mostrano disponibili possibilità concrete per attuare servizi più strutturati per i cittadini stranieri.
Queste le convenzioni attuate in questi anni, che hanno permesso all’Associazione di continuare il proprio lavoro:
- da marzo 2003 a giugno 2004 convenzione con Caritas Intemelia per "Sportello di orientamento cittadini comunitari regolari" - mediazione culturale e supporto legale;
- da giugno 2003 a dicembre 2004 convenzione con Caritas Intemelia per "Sportello di accoglienza alla frontiera" - mediazione culturale e supporto legale;
- da ottobre 2003 a gennaio 2004 convenzione con la Provincia di Imperia per "Mediazione culturale" nei Centri per l'impiego di Sanremo, Imperia e Ventimiglia;
- da marzo 2005 a tutto’oggi convenzione con il Ministero della Giustizia e l’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) per l’apertura di uno sportello informativo per persone uscite dal carcere e i loro familiari;
- da settembre 2006 a tutt’oggi convenzione con l’Assessorato alla Solidarietà e Assistenza Sociale del Comune di Sanremo per un progetto di mediazione culturale e linguistica nelle scuole primarie e secondarie di primo grado dal nome”A come Accoglienza”;
- da giugno 2007 a tutt’oggi convenzione con ASL 1 IMPERIESE per un progetto di mediazione culturale e linguistica nei Consultori di Ventimiglia per la lingua Spagnola, nel Consultorio e presso l’ambulatorio di ostetricia e ginecologia ad Imperia per la lingua Turca e presso il Consultorio di Sanremo per la lingua Cinese.
Grazie ai diversi servizi di mediazione culturale svolti, si è costituito un buon gruppo di mediatori culturali che si stanno formando e specializzando in diversi ambiti, anche in attesa di corsi qualificanti che possano riconoscere a pieno titolo la professionalità di mediatore culturale. In particolare l’Associazione può garantire il servizio per le seguenti lingue straniere:
Albanese, Arabo, Cinese, Portoghese, Romeno, Russo-Ucraino; Spagnolo, Turco.
Parallelamente alle convenzioni l’Associazione si è fortemente impegnata in questi anni in un ampio lavoro di tipo culturale su più livelli quali convegni, corsi di formazione per insegnanti e operatori sociali, rappresentazioni teatrali, conferenze, rassegne cinematografiche, presentazione di libri.
Il primo incontro in questo senso su cui l'Associazione si è sperimentata è stato quello organizzato in collaborazione e presso la Biblioteca Civica di Sanremo con lo scrittore Stefano Allievi sul suo libro "Islam Italiano", incontro molto vivace e partecipato che ha incoraggiato Mappamondo a continuare sulla strada dell'organizzazione di iniziative volte alla ricerca del dialogo, della conoscenza e del confronto con altre culture, così come ci veniva sollecitato dalle persone che progressivamente si avvicinavano e mostravano interesse per l'Associazione.
A tal proposito si ricorda anche il progetto “Interculturalmente” avviato con il Convegno del giugno 2005, realizzato in collaborazione con la Segreteria Tecnica Zona 2 Sanremese, l’Assessorato alla Solidarietà ed Assistenza Sociale del Comune di Sanremo, il Ce.S.P.IM., il Consorzio “Il Seme”, che si è prefissava una capillare azione di sensibilizzazione del tessuto sociale ai temi delli’immigrazione attraverso diverse azioni, tra cui corsi, cicli di film e la creazione di uno scaffale interculturale presso la Biblioteca Civica di Sanremo, sistemato e inaugurato nel febbraio 2009.
Come stile Associativo si è sempre cercato di lavorare in rete con progetti condivisi con altre Assoociazioni presenti nel territorio perchè, pur mantendo ciascuna le proprie specificità, si è potuto sperimentare che in una realtà piccola come la nostra è possibile e più produttivo lavorare insieme realmente sulle tematiche della pace, dell’accoglienza e della conoscenza dell’altro,
In particolare è stato organizzata nel gennaio del 2005 una rappresentazione teatrale dal titolo“Sconfiniamoci” che ha aperto una proficua collaborazione con l’Associazione “Granello di Senape” che permane ancora oggi.
Altre rappresentazioni teatrali organizzate da Mappamondo sono state "Le Donne di Pola", a cura di Marco Cortesi nel gennaio del 2006, per il decennale di Srebrenica, e "L'Ultimo Viaggio di Sindbad" tratto dal testo di Erri De Luca, nel luglio del 2006, volutamente relizzato nel centro storico per essere vicini a quanti vivono e hanno vissuto la condizione di migranti.
Fin dal suo nascere poi l’Associazione ha unito le proprie finalità di intenti con la Caritas Diocesana di Ventimiglia-Sanremo per un lavoro di formazione di operatori e insegnanti con l’organizzazione di un corso di formazione, denominato “Interculturando” e, a partire dal 2003, con cadenza annuale, la presentazione condivisa del Dossier Statistico sull’Immigrazionedella Caritas Italiana.
L’Associazione ha poi cercato di rispondere ad alcune esigenze che provenivano dal territorio come l’organizzazione di corsi di Arabo per bambini di origine maghrebina ma nati in Italia e privi di conoscenza della lingua di appartenenza delle proprie famiglie e corsi di lingua Araba richiesti da operatori ASL che sentivano il bisogno di approfondire cultura e lingua di un’utenza sempre più numerosa. E’ stato anche organizzato un corso di lingua italiana richiesto da donne di lingua araba.
A partire dalla primavera 2003 l’Associazione ha mantenuto la tradizione di una Festa dedicata alle diverse comunità straniere. La prima cena, presso il centro di solidarietà l’Ancora, aveva visto la collaborazione di diverse comunità, ma soprattutto nell’elaborazione di piatti tipici, poi, con il passare del tempo, è stato possibile organizzare feste a tema con il diretto coinvolgimento e partecipazione delle comunità straniere.
Dal 2006 ha preso il via la collaborazione con il Centro Virgen de Guadalupe della CaritasDiocesana e il Centro di Solidarietà "l'Ancora" per la realizzazione della partecipatissima“Festa dei Popoli” inserita nella Festa della Musica dell’Assessorato al Turismo del Comune di Sanremo.
Una cosa di cui ci siamo dovuti rendere immediatamente conto con le persone che hanno costituito il nucleo che ha concretamente lavorato alla progettazione e preparazione delle diverse iniziative, era che è necessaria una considerevole dose di umiltà per lavorare per l’integrazione e che è necessario innanzitutto chiarirsi reciprocamente su cosa si intenda per “Integrazione”.
Abbiamo dovuto riflettere sul fatto che quelli che pensavamo fossero i bisogni dei cittadini stranieri alle volte non lo erano e magari ne trascuravamo altri, per loro più rilevanti; ci siamo resi conto che spesso si confonde un interesse, anche positivo, ma che non va oltre la curiosità, per gli usi e costumi degli altri, con un reale rispetto e accettazione per tutte le culture.
Abbiamo anche dovuto capire che le modalità di rapportarsi con le varie comunità straniere dovevano essere necessariamente diverse, perché diverse sono le sensibilità, i bisogni, i percorsi di integrazione, le aspettative per una vita qui in Italia, o per un sogno di ritorno.
Anche a seguito di queste riflessioni è scaturita la decisione di cercare di conoscere meglio una realtà, all’interno dell’emarginato mondo dell’immigrazione, forse ancora più emarginata e senza voce, cioè quella delle donne straniere.
Il progetto è stato condiviso dalle Associazioni A.I.FO., Granello di Senape e dalla CaritasDiocesana, con le quali erano stati già sperimentati cammini comuni, e ha dato orgine all’impegnativo lavoro di ricerca, confluito poi nel libro “Sguardi di Donne che arrivano da lontano”. Abbiamo intervistato più di 60 donne provenienti da diversi paesi del mondo e residenti in varie parti della Provincia, che hanno raccontanto le loro storie, i loro percorsi migratori, le loro speranze, le difficoltà di integrazione.
L’ascolto di queste storie ci ha permesso di entrare in punta di piedi in un mondo che solo intuivamo e che ci ha arricchite moltissimo. Questo lavoro ha viste coinvolte molte volontarie, italiane e straniere, dell’Associazione ed è stato un momento aggregativo e di impegno molto forte per Mappamondo, in collaborazione con le amiche delle altre Associazioni, con le quali si è creato un ottimo gruppo di lavoro, svolto in sintonia e spirito di collaborazione sereno.
Per pubblicizzare adeguatamente tutte le nostre iniziative, abbiamo avuto la fortuna di poterci avvalere di esperti grafiche, socie di Mappamondo, che hanno lavorato con entusiasmo alla realizzazione di locandine, inviti, depliant, dandoci un’impronta particolare che ora ci caratterizza.
Parallelamente alle iniziative portate avanti l’Associazione rifletteva anche sul proprio percorso e, all’interno di essa, un gruppo ristretto con il direttivo ha revisionato, in maniera certosina e capillare lo statuto per renderlo più conforme a quelle che sono allo stato attuale le caratteristiche dell’Associazione, cresciuta moltissimo negli anni, sia numericamente che a livello di proposte e sollecitazioni derivanti dal territorio e dalla realtà attuale.
Lo statuto revisionato è stato quindi proposto ad una partecipata assemblea dei Soci che lo hanno approvato nel febbraio del 2007 e che ha reso a tutti gli effetti “Mappamondo” una Associazione di Volontariato, iscritta al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato, settore Culturale (con decreto n. 998 in data 15 aprile 2008), e quindi acquisendo automaticamente il titolo di O.N.L.U.S. (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) e iscritta al Ce.s.p.IM. (Centro Servizi per il Volontariato per la Provincia di Imperia).
Attualmente l’Associazione fa parte della Consulta regionale per l’Immigrazione, costituita a seguito della “Legge regionale per l’accoglienza e l’integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati”. (Legge 7 del 2007).
I Progetti in cui l'Associazione è attualmente impegnata riguardano in modo preponderantel'ambito culturale a partire dal Progetto "A come Accoglienza", rivolte alle scuole primarie e secondarie di primo grado di Sanremo, e di alcuni Comuni del Distretto Socio Sanitario, nelle quali operano molte mediatrici dell'Associazione anche con un grande impegno di volontariato per accompagnare, oltre le ore di mediazione, culturale e linguistica stabilite, al di fuori della scuola, famiglie e alunni stranieri in un percorso di integrazione culturale e sociale spesso difficoltoso.
A questo proposito è partito un progetto, ideato in collaborazione con la British School, grazie al sostegno del Rotary Club di Sanremo, di alfabetizzazione di lingua italiana per donne di lingua araba, per rispondere ad una forte richiesta di aiuto per la conoscenza della lingua italiana, riscontrata in modo particolare nelle mamme dei bambini, avvicinate nelle scuole. Il sostegno delRotary Club si è rinnovato per tre anni e ha permesso di poter offrire un corso qualificato e su più livelli per le donne che ne hanno usufruito.
Seguendo sempre l'impegno di natura culturale, l'Associazione ha iniziato nel mese di novembre 2007 un ciclo di Seminari, "I Seminari di Mappamondo", che si è concluso nel mese di marzo 2008, e che hanno affrontato diversi temi, legati all'immigrazione e all'intercultura, quali "Laprostituzione", "L'Immigrazione albanese", "L'Immigrazione Cinese", "La Didattica e la Mediazione culturale nelle scuole della Liguria".
I seminari sono stati molto partecipati.
L'iniziativa è stata riproposta a partire da febbraio 2009 con un ciclo di quattro incontri conclusisi a maggio 2009 e che hanno trattato i temi de "La comunità romena in Italia", "I giovani Latinos" , "Pregiudizi e stereotipi sull'immigrazione negli adolescenti italiani e francesi", "I ricongiungimenti e le famiglie transnazionali".
Sono stati anche effettuati nel periodo novembre 2007 e gennaio 2008 tre stage di danze etniche e nella primavera 2007 una serie di incontri gastronomici per conoscere ed imparare le danze e le cucine dei vari paesi del mondo.Gli incontri gastronomici, data la grande partecipazione e richiesta, sono stati riproposti anche per la primavera 2008.
Per dare continuità al Progetto "Sguardi di Donne che arrivano da lontano", e continuare il proficuo lavoro di rete iniziato con le Associazioni A.I.FO., Granello di Senape e Caritas Diocesana, l'Associazione ha portato avanti un concorso rivolto alle classi terminali di ogni ordine e grado di scuola, dal titolo "Migrare ieri e oggi: Il Viaggio della mia Famiglia", che ha voluto aiutare gli alunni a capire attraverso un recupero della memoria storica degli italiani, popolo di migranti, le storie e i vissuti familiari, poste accanto alle storie di migrazione degli alunni stranieri.
Gli elaborati sono stati raccolti in un libro pubblicato dalla Ennepilibri, grazie all'approvazione e al sostegno del progetto da parte del Ce.S.P.IM.
Il libro è stato presentato giovedì 8 maggio 2008 al Centro il Melograno dove sono stati premiati gli elaborati degli alunni vincitori alla presenza dell'Assessore alla Solidarietà e all'Assistenza Sociale, prof. Luigi Ivaldi.
Sempre nell'ambito culturale, l'Associazione ha ottenuto il patrocinio dell'anno Europeo per il Dialogo Interculturale, proclamato per il 2008, per l'incontro con lo scrittore Kossì Komla-Ebri, dal titolo "Dall'imbarazzo alla convivialità delle differenze" effettuato il 30 maggio 2008
nell'ambito del quale il nostro ospite ha offerto ai partecipanti molteplici spunti di riflessione a partire dall'analisi dei concetti di Imbarazzo, Convivialità e Differenza e auspicando per l'Italia "non un frullato di culture dove ciascuno debba annullare se stesso, ma una macedonia di culture, dove i sapori siano distinguibili e arricchiscano il gusto dell'altro".
Nel dicembre 2008 abbiamo voluto presentare il libro "Morte agli Italiani" di Enzo Barnabà per ricordare la nostra storia di migranti e vittime dei pregiudizi dell'immigrazione, attraverso la ricostruzione di un episodio storico avvenuto a fine '800 di cui furono vittime alcuni italiani innigrati in Francia.
Sempre in occasione dell'Anno Europeo per il Dialogo Interculturale, l'Associazione ha organizzato per il mese di ottobre 2008, grazie al sostegno del Ce.s.p.im., un corso di formazione rivolto a volontari di associazioni, insegnanti e operatori sociali,su "La via per l'Intercultura", preceduto da un Convegno molto partecipato nel mese di settembre"Mediterraneo in dialogo", con la partecipazione del professor Brunetto Salvarani e Marco dal Corso, all'interno del quale è stato anche presentato il libro "Migrare ieri e oggi: il viaggio della mia famiglia", con gli elaborati dei ragazzi delle scuole della Provincia.
In conformità a quell'educazione alla cittadinanza che come Associazione sentiamo, e in occasione del 60° anniversario della Csotituzione Italiana, abbiamo organizzato un ciclo di incontri di presentazione di alcuni temi fondanti la Costituzione dal titolo: "Una Costituzione per tutti".
Gli incontri, rivolti a cittadini italiani e stranieri, organizzati in collaborazione con l'Istituto Storico della Resistenza e dell' Età contemporanea della provincia di Imperia, ha visto la partecipazione di alcuni docenti universitari, storici, e ricercatori per un interessante percorso di riflessione sulla nostra Carta Costituzionale a confronto con problematiche di attualità.
Inoltre, in riferimento a quanto previsto dalle finalità educative, prioritarie nell'Associazione, di sensibilizzazione ai temi dell'immigrazione anche e soprattutto a partire dalle scuole, per quest'anno il Direttivo ha deciso di proporre un progetto mirato ai preadolescenti, per cui è stato concesso il sostegno finanziario del Ce.s.p.im., con una serie di incontri rivolti in particolare alla Scuola Media "Dante Alighieri" di Sanremo, nei tre plessi di Baragallo, Coldirodi e Nobel..
Il Progetto "Conosciamo il Mondo", ha dato la possibilità di offrire agli alunni occasioni di scoperta, approfondimento e riflessione su tutto ciò che riguarda la "Mondialità", con particolare riferimento alle dinamiche migratorie, alle diverse cause, con paralleli tra le migrazioni di oggi e quelle di ieri.
L'impegno nelle scuole sarà sempre di più all'attenzione dell'Associazione come "investimento" educativo e sociale per un reale futuro di convivenza e tolleranza.
Nell'ottobre 2008 l'Associazione è riuscita a realizzare un antico progetto che considera basilare per la propria attività: grazie al sostegno della Regione Liguria e alla partecipazione dell'Arci e del Ce.s.p.im. è stato aperto lo sportello "Migrapoint", presso la sede di via San Francesco, 11 a Sanremo in cui operano due opeatrici e diversi volontari.
Lo sportello si propone di offrire consulenza legale, sostegno, orientamento, informazioni sui servizi del territorio, a tutti quei cittadini stranieri che non necessitano di servizi a bassa soglia ma di supporto per il dispiego di molte pratiche.
Gli operatori dello sportello immigrati sono affiancati anche dai mediatori culturali, mnel caso di necessità.
Tra le altre iniziative di sensibilizzazione ai temi dell'immigrazione, l'Assocazione ha voluto proporre ad Arma di Taggia, nel periodo maggio-giugno 2009, grazie alla collaborazione dell'Associazione culturale "Gente Comune" e al patrocinio del Comune di Taggia, tre serate dal titolo "Il Viaggio dei migranti", per riflettere su quanto sta dietro al viaggio di coloro che noi chiamiamo in modo non corretto "clandestini" e che i mezzi di comunicazione generalmente tacciono.
Le serate hanno visto la partecipazione del giornalista Gabriele Del Grande che ci ha presentato il suo libro-inchiesta "Mamadou va a morire", la proiezione del documentario "Come un uomo sulla terra", e il monologo teatrale "Migrare...", scritto e interpretato da un volontario dell'Associazione, Daniel Delministro.
L'iniziativa è stata affiancata alla campagna "Io non respingo",a cui l'Associazione ha aderito, contro i respingimenti in mare, approvati dall'attuale governo.
Le serate, con la proiezione del video e il monologo teatrale, sono state anche ripetute a Sanremoe a Ventimiglia, grazie anche alla partecipazione di altre Associazioni sensibili ai temi proposti.
I soci dell’Associazione sono oggi 130.
Siamo consapevoli che la società multietnica e multiculturale che si sta delineando interpella sempre più la nostra Associazione e ci chiede di fare da stimolo sia a livello culturale che sociale per il nostro territorio.
Siamo consapevoli che la strada è ancora molta e che la crescita e la gestione di un’Associazione comporta molto lavoro “sul campo”, rimboccarsi le maniche, essere realmente capaci di “mediazione”, sapersi rapportare con persone diverse, a livelli diversi, con Associazioni, Enti e Istituzioni, volontari, Cittadini stranieri e quanti ripongono in noi molte aspettative alle quali con grande impegno cerchiamo di rispondere.
Personalmente, se mi è concessa una nota personale, mi sento di ringraziare quanti hanno riposto stima e fiducia nel nostro lavoro, quanti si sono avvicinati a noi, dapprima incuriositi, poi con grande disponibilità a mettersi in gioco.
Mi auguro che “Mappamondo” possa ancora crescere, e la creazione del sito internet è una bella tappa, e diventare una grande risorsa per la nostra comunità.
Per l’Associazione
Antonella Squillace
Aggiornata al 19 agosto 2009Il nostro statuto
STATUTO ASSOCIAZIONE “MAPPAMONDO”
L'Associazione "Mappamondo" ha sede in Sanremo (IM) in Via S. Francesco 11.
L'Associazione si ispira ai valori della tolleranza, del rispetto, della fraternità, della solidarietà e della difesa dei diritti civile e politici.
TITOLO I: DEFINIZIONE, FINALITÀ, PROGRAMMA
Art. 1
L'Associazione "Mappamondo" è un'associazione di volontariato ai sensi della Legge 266/91. L'Associazione “Mappamondo” è apartitica e pluralistica ed opera nel campo della cultura, della socialità, della solidarietà, dei diritti, della formazione, per la promozione umana e civile attraverso la forma associativa, per la diffusione delle culture del mondo, degli usi e costumi sociali, tradizionali, artistici, gastronomici dei popoli, per la valorizzazione delle identità etniche in un rapporto dialettico e costruttivo con il territorio e la popolazione italiana.
L'Associazione "Mappamondo" persegue il fine della solidarietà civile, culturale e sociale con l'assenza di ogni finalità di lucro, svolgendo la propria attività gratuita a favore della collettività, avvalendosi in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri aderenti.
Art.2
L'Associazione "Mappamondo" persegue il pieno riconoscimento, anche legislativo, dei principi dell'associazionismo.
L'Associazione si propone di interagire con altri soggetti organizzati come le associazioni, gli enti, le istituzioni, sia a livello territoriale che regionale, nazionale ed internazionale.
Art.3
Sono campi prioritari di intervento dell'Associazione:
· la difesa, la valorizzazione e lo sviluppo delle forme associative, delle risorse e dei linguaggi specifici delle comunità;
· la promozione degli usi e costumi, arte e esperienze culinarie delle popolazioni di tutto il mondo;
· l'assunzione del problema del riequilibrio del rapporto nord-sud come questione centrale, obbiettivo strategico delle politiche di sviluppo della comunità a livello territoriale, regionale, nazionale ed internazionale;
· l'integrazione, il confronto delle esperienze associative nella logica dell'interscambio, nonché la collaborazione più ampia con altre forme di associazionismo;
· l'impegno per il diritto dei cittadini ad un'informazione corretta ed efficace, reale strumento di servizio per la comunità; l'azione per rinnovare le istituzioni pubbliche in una prospettiva di decentramento che favorisca la partecipazione ed il controllo dei cittadini anche attraverso il coinvolgimento, soprattutto nella gestione dei servizi alla persona del privato sociale;
· l'affermazione dei diritti delle fasce più deboli della popolazione, la lotta all'emarginazione, alla solitudine e al disagio.
È fatto divieto all'Associazione di svolgere attività diverse da quelle sopra previste, salvo quelle strettamente connesse ad esse.
Art.4
Rappresentano specifici settori di attività dell'Associazione "Mappamondo”
- la mediazione culturale finalizzata all'integrazione sociale delle persone straniere nella comunità;
- la sensibilizzazione dei cittadini italiani ai temi dell'intercultura e dell'accoglienza;
- le attività educative e formative;
- le attività ludiche e culinarie;
- l'elaborazione e la gestione di progetti finalizzati alla soluzione delle problematiche che si manifestano nell'ambito della conflittualità e del disagio sociale, sia a livello territoriale che regionale, nazionale ed internazionale;
- gli scambi internazionali come possibilità di confronto tra culture ed esperienze diverse;
- gli interventi di cooperazione internazionale;
- gli interventi sociali e culturali tesi a favorire la civile convivenza tra etnie diverse.
- il turismo responsabile, come esperienza di conoscenza e di incontro;
- tutte le forme espressive. in particolare il cinema, gli audiovisivi, il teatro, la musica, la danza, l'espressione corporea, la scrittura, la lettura, le arti visive, i beni culturali, la pittura, la scultura, la fotografia, nonché quel complesso patrimonio orale, che costituisce uno dei pilastri della cultura in ogni popolo;
- la comunicazione, l'informazione, l'emittenza radiotelevisiva e le attività radioamatoriali;
- lo sviluppo delle nuove tecnologie;
Art.5
Tutti coloro che si riconoscono nel presente Statuto possono iscriversi all'Associazione indipendentemente da convinzioni politiche e religiose, sesso e identità sessuale, cittadinanza, appartenenza etnica, età e professione.
Art. 6
L'Associazione si avvale, prevalentemente, dell'attività volontaria libera e gratuita dei propri associati. In caso di particolare necessità, previa approvazione del Consiglio Direttivo, l'Associazione potrà assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo, collaborazioni e/o consulenze, esclusivamente nei limiti necessari al suo regolare funzionamento, oppure occorrenti a qualificare o specializzare l'attività svolta, ai sensi dell'art.3 comma 4 della Legge n.266/1991.
TITOLO II: I SOCI
Art. 7
Il numero dei Soci è illimitato. Può diventare Socio chiunque si riconosca nel presente statuto ed abbia compiuto il diciottesimo anno di età; indipendentemente dalla propria identità sessuale, nazionalità, appartenenza etnica, politica e religiosa.
I minori di anni diciotto possono assumere il titolo di Socio solo previo consenso dei genitori e comunque non godono del diritto di voto in Assemblea.
Agli aspiranti soci sono richiesti l'accettazione e l'osservanza dello statuto e il rispetto della civile convivenza.
Lo status di Socio, una volta acquisito, ha carattere permanente, e può venir meno solo nei casi previsti dal successivo art. 11. Non sono pertanto ammesse iscrizioni che violino tale principio, introducendo criteri di ammissione strumentalmente limitativi di diritti o a termine.
Art. 8
Gli aspiranti Soci devono presentare domanda al Consiglio Direttivo, menzionando il proprio nome, cognome, indirizzo, luogo e data di nascita unitamente all'attestazione di accettare ed attenersi allo statuto, al regolamento interno e alle deliberazioni degli organi sociali.
Art. 9
I Soci hanno diritto a:
- riunirsi in Assemblea per discutere e votare sulle questioni riguardanti l'Associazione
- discutere ed approvare i rendiconti
- eleggere ed essere eletti membri degli organismi dirigenti nel rispetto del principio della democraticità
- essere informati e ad esercitare il controllo sugli atti degli organi associativi.
Art. 10
I Soci sono tenuti a svolgere la propria attività in modo personale, spontaneo e gratuito, obbligandosi al rispetto degli impegni presi.
Ciascuno coopera al raggiungimento degli scopi sociali secondo le proprie capacità, attitudini e abilitazioni.
I Soci sono tenuti al pagamento annuale della quota sociale, al rispetto dello statuto e del regolamento interno, all'osservanza delle delibere degli organi sociali, nonché al mantenimento di irreprensibile condotta civile e morale nella partecipazione alle attività dell'Associazione e nella frequentazione della sede. La quota sociale rappresenta unicamente un versamento periodico vincolante a sostegno economico del sodalizio, non costituisce pertanto in alcun modo titolo di proprietà o di partecipazione a proventi, non è in nessun caso rimborsabile o trasmissibile.
Art. 11
La qualifica di Socio si perde per:
- decesso;
- mancato pagamento della quota sociale;
- dimissioni, che devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo;
- espulsione o radiazione.
Art. 12
Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di intraprendere azione disciplinare nei confronti del Socio, mediante, a seconda della gravità dell'infrazione commessa, il richiamo scritto, la sospensione temporanea o l'espulsione o la radiazione, per i seguenti motivi:
- tenuta di comportamenti ritenuti contrastanti con le finalità associative;
- inosservanza delle disposizioni dello statuto, di eventuali regolamenti o delle deliberazioni degli organi sociali;
- denigrazione dell'Associazione, dei suoi organi sociali, dei suoi Soci;
- attentare in qualche modo al buon andamento dell'Associazione, ostacolandone lo sviluppo e perseguendone lo scioglimento;
- commettere o provocare gravi disordini durante le assemblee;
- appropriazione indebita dei fondi sociali, atti, documenti od altro di proprietà dell'Associazione;
- arrecare in qualunque modo danni morali o materiali all'Associazione, ai locali ed alle attrezzature di sua pertinenza. In caso di dolo, il danno dovrà essere risarcito.
Art. 13
Contro ogni provvedimento di diniego di iscrizione, esclusione, sospensione, espulsione o radiazione è ammesso il ricorso al Presidente entro trenta giorni, sul quale decide la prima Assemblea utile dei Soci.
TITOLO III: L'ASSEMBLEA
Art. 14
Partecipano all'Assemblea generale dei Soci tutti i Soci in regola con il versamento della quota sociale.
Le riunioni dell'Assemblea vengono convocate in via ordinaria almeno una volta all'anno per l'approvazione del bilancio, a cura del Consiglio Direttivo tramite avviso scritto, contenente la data e l'ora di prima e seconda convocazione e l'ordine del giorno, da esporsi in bacheca almeno otto giorni prima e da inviare ad ogni Socio.
Art. 15
L'Assemblea generale dei Soci può essere convocata in via straordinaria dal Consiglio Direttivo o dal Presidente per motivi che esulano dall'ordinaria amministrazione, nei casi previsti dagli artt. 17 e 33, ed ogni qual volta ne faccia richiesta motivata il Collegio dei sindaci revisori o almeno un decimo dei Soci aventi diritto al voto.
L'Assemblea dovrà aver luogo entro venti giorni dalla data in cui viene richiesta e delibera sugli argomenti che ne hanno richiesto la convocazione.
Art. 16
L'Assemblea, in prima convocazione, è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei Soci con diritto di voto, e delibera a maggioranza assoluta dei voti di questi ultimi.
In seconda convocazione, l'Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti e delibera sulle questioni poste all'ordine del giorno a maggioranza assoluta dei votanti, salvo le eccezioni di cui agli artt. 17 e 33.
Hanno diritto di voto i Soci in regola con il versamento della quota sociale.
È ammesso il voto per delega; ogni Socio non può rappresentare più di altri tre Soci.
Non possono essere delegati membri del Consiglio Direttivo.
Art. 17
Per deliberare sulle modifiche da apportare allo statuto o al regolamento, proposte dal Consiglio Direttivo o da almeno un quinto dei Soci, è indispensabile la presenza di almeno un terzo dei Soci con diritto di voto, ed il voto favorevole di almeno tre quinti dei partecipanti.
Per delibere riguardanti lo scioglimento o la liquidazione dell'Associazione valgono le norme di cui all'art. 33.
Art. 18
L'Assemblea è presieduta da un presidente e da un segretario eletti in seno alla stessa.
Le votazioni devono avvenire per alzata di mano.
Le deliberazioni Assembleari e gli atti verbalizzati vengono esposti all'interno della sede sociale durante i quindici giorni successivi alla loro formazione, e restano successivamente agli atti a disposizione dei Soci per la consultazione.
Art. 19
L'Assemblea generale dei Soci:
- approva le linee generali del programma di attività;
- approva il bilancio, i regolamenti associativi e le modifiche statutarie;
- delibera sulla previsione e programmazione economica dell'anno sociale successivo;
- elegge gli organismi direttivi (Consiglio Direttivo, Collegio dei sindaci revisori, Collegio dei probiviri) a scrutinio palese: in caso di parità di voti sarà eletto il Socio con la maggior anzianità di iscrizione all'Associazione;
- discute la relazione del Consiglio uscente e l'indirizzo programmatico del nuovo mandato;
- può nominare una commissione elettorale composta da almeno tre membri, che controlli lo svolgimento delle elezioni e firmi gli scrutini;
- delibera su tutte le questioni attinenti la gestione sociale;
- delibera in merito ai ricorsi avverso i provvedimenti di diniego di iscrizione, esclusione, sospensione, espulsione o radiazione dei Soci;
- delibera lo scioglimento dell'Associazione.
TITOLO IV: GLI ORGANISMI DIRIGENTI
Art. 20
Il Consiglio Direttivo viene eletto dall'Assemblea dei Soci e dura in carica tre anni; è composto da un minimo di tre membri; tutti i consiglieri sono rieleggibili.
Art. 21
Il Consiglio Direttivo nell'ambito delle proprie funzioni può avvalersi, per compiti operativi o di consulenza, di commissioni di lavoro da esso nominate, nonché dell'attività volontaria di cittadini non Soci, in grado, per competenze specifiche, di contribuire alla realizzazione di specifici programmi, ovvero costituire, quando ritenuto indispensabile, specifici rapporti professionali nei limiti delle previsioni economiche approvate dall'Assemblea.
Art. 22
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno:
· il Presidente: ha la rappresentanza legale dell'Associazione ed è responsabile di ogni attività dello stesso. Convoca e presiede il consiglio;
· il Vicepresidente: coadiuva il Presidente e, in caso di assenza od impedimento di questi, ne assume le mansioni;
· il Segretario: cura ogni aspetto amministrativo dell'Associazione: redige i verbali delle sedute del Consiglio e li firma con il Presidente: presiede il Consiglio in assenza del Presidente e del Vicepresidente;
· l'Ufficio di Presidenza, composto da Presidente, Vicepresidente, Segretario e un Consigliere: ha potere decisionale in merito ad atti di ordinaria amministrazione, e anche in atti di straordinaria amministrazione in casi urgenti con successiva ratifica del Consiglio Direttivo.
· il Tesoriere: cura la tenuta dei registri e della contabilità, è responsabile della conservazione della documentazione contabile con l'indicazione nominativa dei soggetti eroganti e delle somme singolarmente versate, effettua la riscossione delle entrate ed il pagamento delle spese in conformità ai contratti ed alle delibere del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio può inoltre distribuire fra i suoi componenti altre funzioni attinenti a specifiche esigenze legate alle attività dell'Associazione, sempre nel rispetto del principio di democraticità delle sue decisioni.
Art. 23
Compiti del Consiglio Direttivo sono:
- eseguire le delibere dell'Assemblea;
- formulare i programmi di attività sociale sulla base delle linee approvate dall'Assemblea;
- predisporre il bilancio;
- predisporre tutti gli elementi utili all'Assemblea per la previsione e programmazione economica dell'anno sociale;
- deliberare circa l'ammissione dei Soci;
- deliberare circa le azioni disciplinari nei confronti dei Soci;
- stipulare tutti gli atti e i contratti inerenti le attività sociali, nonché le convenzioni tra l'Associazione e gli enti pubblici o altri enti e soggetti;
- curare la gestione di tutti i beni mobili ed immobili di proprietà dell'Associazione o ad esso affidati;
- decidere le modalità di partecipazione dell'Associazione alle attività organizzate da altre Associazioni ed Enti. e viceversa, se compatibili con i principi ispiratori del presente Statuto;
- presentare all'Assemblea, alla scadenza del proprio mandato, una relazione complessiva sull'attività inerente il medesimo.
Art. 24
Il Consiglio Direttivo si riunisce di norma almeno quattro volte all'anno, e straordinariamente quando ne facciano richiesta almeno tre Consiglieri o su convocazione del Presidente.
Le sedute sono valide quando vi intervenga la maggioranza dei Consiglieri e le delibere sono approvate a maggioranza assoluta di voti dei presenti.
Le votazioni vengono espresse in forma palese. La parità di voti comporta la reiezione della proposta.
Delle deliberazioni viene redatto verbale a cura del Segretario, che lo firma insieme al Presidente. Tale verbale è conservato agli atti ed è a disposizione dei Soci che richiedano di consultarlo.
Art. 25
I Consiglieri sono tenuti a partecipare attivamente a tutte le riunioni, sia ordinarie che straordinarie. Il Consigliere, che ingiustificatamente non si presenta a tre riunioni consecutive, decade. Decade comunque il Consigliere dopo sei mesi di assenza dai lavori del Consiglio.
Il Consigliere decaduto o dimissionario è sostituito, ove esista, dal Socio risultato primo escluso all'elezione del Consiglio. La quota massima di sostituzioni è fissata in un terzo dei componenti originari; dopo tale soglia il Consiglio Direttivo decade.
Il Consiglio Direttivo può dimettersi quando ciò sia deliberato dai due terzi dei Consiglieri.
Il Consiglio decaduto o dimissionario è tenuto a convocare l'Assemblea indicendo nuove elezioni entro quindici giorni.
Art. 26
Il Collegio dei sindaci revisori è composto da tre membri eletti dall'Assemblea
Ha il compito di controllare tutta l'attività amministrativa e finanziaria dell'Associazione, nonché di verificare l'attuazione delle delibere del Consiglio Direttivo.
Relaziona al Consiglio Direttivo e all'Assemblea.
Si riunisce ordinariamente almeno tre volte l'anno (ogni quattro mesi), e straordinariamente ogni qual volta ne faccia richiesta motivata uno dei suoi membri o il Consiglio Direttivo.
Art. 27
I sindaci revisori hanno diritto di assistere alle sedute del Consiglio Direttivo, con voto consultivo.
Art. 28
Le cariche di consigliere e sindaco revisore sono incompatibili fra di loro.
Tutte le cariche associative sono gratuite.
TITOLO V: PATRIMONIO SOCIALE E BILANCIO
Art. 29
Il patrimonio sociale dell'Associazione è indivisibile e, al momento della costituzione, è costituito dalle quote associative versate dai Soci promotori.
In seguito sarà e potrà essere costituito da:
- quote e contributi degli associati;
- contributi di privati;
- contributi dello stato, delle regioni, di enti locali, di enti e/o istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
- contributi dell'Unione Europea e di organi internazionali;
- rimborsi derivanti da convenzioni;
- entrate derivanti da attività commerciali o produttive marginali, iniziative promozionali finalizzate al proprio finanziamento, quali feste e/o sottoscrizioni anche a premi;
- beni mobili ed immobili di proprietà dell'Associazione;
- contributi, erogazioni, legati e lasciti diversi;
- fondo di riserva.
L'Associazione è tenuta per almeno tre anni alla conservazione della documentazione inerente i contributi e le donazioni con indicati i soggetti eroganti.
Proventi o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve, o capitale non possono essere distribuiti, anche in modo indiretto, agli associati, ma devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
Art. 30
L'esercizio sociale si intende dal l Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno.
Di esso deve essere presentato un bilancio all'Assemblea dei Soci entro il 30 Aprile dell'anno successivo. Ulteriore deroga può essere prevista in caso di comprovata necessità o impedimento.
Il bilancio deve evidenziare in modo analitico i costi ed i proventi di competenza, nonché la consistenza finanziaria e le poste rettificative che consentano di determinare la competenza dell'esercizio; inoltre in esso dovranno risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti e i proventi da attività commerciali o produttive marginali.
Art. 31
La previsione e programmazione economica dell'anno sociale successivo è deliberata dall'Assemblea con attinenza alla formulazione delle linee generali di attività dell'Associazione.
Art. 32
Sono previsti la costituzione e l'incremento del fondo di riserva.
L'utilizzo del fondo di riserva è vincolato alla decisione dell'Assemblea dei Soci.
Il residuo attivo di ogni esercizio sarà devoluto in parte al fondo di riserva, e il rimanente sarà tenuto a disposizione per iniziative consone agli scopi dell'Associazione.
TITOLO VI: SCIOGLIMENTO DELL'ASSOCIAZIONE
Art. 33
Lo scioglimento dell'Associazione deve sempre essere deliberato con il voto favorevole di almeno tre quarti dei Soci.
L'Assemblea, con la medesima maggioranza, decide sulla devoluzione del patrimonio residuo, dedotte le eventuali passività, per uno o più scopi stabiliti dal presente statuto ad altra organizzazione di volontariato operante in identico o analogo settore o in mancanza secondo le disposizioni del codice civile , in conformità con quanto previsto all'art. 5, comma 4 della Legge n.266/1991, procedendo alla nomina di uno o più liquidatori scegliendoli preferibilmente fra i Soci.
TITOLO VII: DISPOSIZIONI FINALI
Art. 34
Per quanto non previsto dallo statuto, si fa integrale rinvio alle norme del codice civile e alla Legge n. 266/1991.